Il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari il 21 Febbraio 2019 ha presentato la guida accessibile Alla scoperta del passato che abbiamo realizzato con OK Comunicazione e con la supervisione delle associazioni ABC Sardegna, Diversamente Onlus e Peter Pan.
Si tratta di una una guida illustrata strutturata secondo il modello comunicativo delle storie sociali che si presta alla didattica e all’educazione ai comportamenti sociali, composta da un libretto (che spiega le opere più importanti e significative del Museo) e due pannelli che forniscono indicazioni e norme di comportamento per i piccoli visitatori (una mappa semplificata del museo e le regole sociali da rispettare durante la permanenza al museo).
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lunedì 16 marzo 2020
mercoledì 3 luglio 2013
Storie Sociali e Task Analysis su dispositivi touch screen. Software di Samuele Salvatico per "Touch for Autism"
Samuele Salvatico (19 anni, studente dell’Istituto Industriale Superiore “G. Vallauri” di Fossano, Savona) il 29 Novembre 2012 ha ricevuto una Borsa di Studio di 1.500 euro da parte del club CIO Cuneo per aver realizzato un’applicazione utile a persone con disturbi dello spettro autistico.
Il sofware, sviluppato nell’ambito del progetto Touch for Autism, permette la creazione di creazione di task analysis e storie sociali per dispositivi fissi e mobili dotati di touch screen.
Il progetto T4A Touch for Autism è realizzato dalla Fondazione ASPHI, con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e il Patrocinio della Regione Piemonte, con la collaborazione del centro C.A.S.A. (per la parte scientifica) e di CSP (per la parte tecnologica).
Il progetto T4A si propone di realizzare, grazie all’utilizzo di tecnologie semplici e intuitive, un concreto intervento di supporto e sostegno a soggetti disabili affetti da Autismo e altri Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS).
In base alle Linee Guida internazionali sull’Autismo, il progetto T4A intende sviluppare supporti tecnologici a più livelli, con l’obiettivo di realizzare condivisione, interazione, integrazione e sincronizzazione tra i diversi contesti: utente, genitore/insegnante, operatore socio-sanitario; percorsi personalizzabili e programmabili per ogni utente, sulla base di valutazioni del soggetto autistico (livello cognitivo, motricità, autonomia, comunicazione, ecc.) e della definizione di specifici obiettivi abilitativi (aumentare il patrimonio semantico in comprensione, migliorare il rispetto delle regole, migliorare la comprensione di consegne verbali, ecc.); modularità applicativa attraverso la creazione di contesti ampliabili per il supporto delle abilità sociali e di quelle personali e domestiche, sia visive che vocali, nonché una rilevazione di esigenze e progressi del soggetto autistico e un feed-back continuo.
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| Samuele Salvatico riceve la Borsa da Gianni Gritti (Club CIO) |
Il progetto T4A Touch for Autism è realizzato dalla Fondazione ASPHI, con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e il Patrocinio della Regione Piemonte, con la collaborazione del centro C.A.S.A. (per la parte scientifica) e di CSP (per la parte tecnologica).
Il progetto T4A si propone di realizzare, grazie all’utilizzo di tecnologie semplici e intuitive, un concreto intervento di supporto e sostegno a soggetti disabili affetti da Autismo e altri Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS).
In base alle Linee Guida internazionali sull’Autismo, il progetto T4A intende sviluppare supporti tecnologici a più livelli, con l’obiettivo di realizzare condivisione, interazione, integrazione e sincronizzazione tra i diversi contesti: utente, genitore/insegnante, operatore socio-sanitario; percorsi personalizzabili e programmabili per ogni utente, sulla base di valutazioni del soggetto autistico (livello cognitivo, motricità, autonomia, comunicazione, ecc.) e della definizione di specifici obiettivi abilitativi (aumentare il patrimonio semantico in comprensione, migliorare il rispetto delle regole, migliorare la comprensione di consegne verbali, ecc.); modularità applicativa attraverso la creazione di contesti ampliabili per il supporto delle abilità sociali e di quelle personali e domestiche, sia visive che vocali, nonché una rilevazione di esigenze e progressi del soggetto autistico e un feed-back continuo.
In pratica il progetto T4A si propone di
realizzare un prototipo partendo da un tavolo multitouch interattivo e
di sviluppare software specifici, da sperimentare nel centro
C.A.S.A. e in alcune scuole, anche con il
coinvolgimento delle famiglie.
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domenica 12 maggio 2013
AutisMovie: festival di corti a Cagliari (1 e 2 Giugno 2013)
L'Associazione Diversamente Onlus, con il contributo e il patrocinio della Provincia di Cagliari (Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo), in collaborazione con l'Associazione di Promozione Sociale inMediAzione, invitano alla prima edizione del Festival Internazionale di Cortometraggi sull'Autismo AUTISMOVIE.Il Festival si svolgerà Sabato 1 e Domenica 2 Giugno 2013 nella Sala Polifunzionale del Parco di Monte Claro (Via Cadello) a Cagliari.
Programma
SABATO 1 GIUGNO
ore 10:30 proiezione/Laboratorio del corto animato "Il Silenzio di Camillo" per le classi della scuola "Umberto e Margherita"
ore 17:00 presentazione del festival
ore 17:15 saluto del Presidente della Provincia Angela Quaquero, del Consigliere Regionale Marco Espa e dell'Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cagliari Susanna Orrù
ore 17:30 Marco Pontis, Pedagogista Clinico e Formatore (Centri di Riabilitazione Globale CTR, Centro Pedagogico-Didattico Quartu Sant'Elena)
ore 18:00 proiezione dei cortometraggi finalisti
DOMENICA 2 GIUGNO
ore 11:00 proiezione di opere fuori concorso:
- "Il silenzio di Camillo" (Ass.ne Diversamente Onlus)
- "Rumore" (Victor Musetti)
- "Pollicino" (Cristiano Anania)
- "Il viaggio di Maria" (Miguel Gallardo)
ore 18:00 Antioco Floris, Docente di Storia del Cinema all'Università di Cagliari ore 18:30 Proclamazione delle opere vincitrici e premiazione
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sabato 23 febbraio 2013
L'odore della mamma aiuta i bambini autistici nei comportamenti sociali. Uno studio pubblicato su Biological Psychiatry Journal
Lo studio, pubblicato il 15 Febbraio 2013 sulla rivista Biological Psychiatry Journal con il titolo "Body Odors Promote Automatic Imitation in Autism", dimostra che i bambini a sviluppo tipico imitano le azioni indipendentemente dall’odore che percepiscono, mentre i bambini autistici hanno bisogno dell’odore della madre per imitare spontaneamente.
La ricerca, firmata da Valentina Parma (dipartimento di psicologia, Università di Padova), Maria Bulgheroni (Abc Acus Srl, Milano), Roberto Tirindelli (dipartimento di neuroscienze Università di Padova), Umberto Castiello (dipartimento di psicologia, Università di Padova), ha coinvolto 20 bambini autistici tra 10 e 14 anni, ad alto funzionamento, e un gruppo di controllo costituito da bambini a sviluppo tipico.
I ricercatori hanno sottoposto l'odore delle madri, prelevato dalle secrezioni ascellari, ai due gruppi di bambini osservando che nei bambini sani l'imitazione di un gesto (come prendere un oggetto) non variava, mentre nei bambini autistici migliorava notevolmente.
Body Odors Promote Automatic Imitation in Autism
Biological Psychiatry Journal, 2013 Feb 13, pii: S0006-3223(13)00050-4
doi: 10.1016/j.biopsych.2013.01.010
Valentina Parma, Maria Bulgheroni, Roberto Tirindelli, Umberto Castiello
Background
Autism spectrum disorders comprise a range of neurodevelopmental pathologies characterized, among other symptoms, by impaired social interactions. Individuals with this diagnosis are reported to often identify people by repetitively sniffing pieces of clothing or the body odor of family members. Since body odors are known to initiate and mediate many different social behaviors, smelling the body odor of a family member might constitute a sensory-based action promoting social contact. In light of this, we hypothesized that the body odor of a family member would facilitate the appearance of automatic imitation, an essential social skill known to be impaired in autism.
Methods
We recruited 20 autistic and 20 typically developing children. Body odors were collected from the children’s mothers’ axillae. A child observed a model (their mother or a stranger mother) execute (or not) a reach-to-grasp action toward an object. Subsequently, she performed the same action. The object was imbued with the child’s mother’s odor, a stranger mother’s odor, or no odor. The actions were videotaped, and movement time was calculated post hoc via a digitalization technique.
Results
Automatic imitation effects—expressed in terms of total movement time reduction—appear in autistic children only when exposed to objects paired with their own mother’s odor.
Conclusions
The maternal odor, which conveys a social message otherwise neglected, helps autistic children to covertly imitate the actions of others. Our results represent a starting point holding theoretical and practical relevance for the development of new strategies to enhance communication and social behavior among autistic individuals.
Storie Sociali (Sardiniaweb) 23 Febbraio 2013
La ricerca, firmata da Valentina Parma (dipartimento di psicologia, Università di Padova), Maria Bulgheroni (Abc Acus Srl, Milano), Roberto Tirindelli (dipartimento di neuroscienze Università di Padova), Umberto Castiello (dipartimento di psicologia, Università di Padova), ha coinvolto 20 bambini autistici tra 10 e 14 anni, ad alto funzionamento, e un gruppo di controllo costituito da bambini a sviluppo tipico.
I ricercatori hanno sottoposto l'odore delle madri, prelevato dalle secrezioni ascellari, ai due gruppi di bambini osservando che nei bambini sani l'imitazione di un gesto (come prendere un oggetto) non variava, mentre nei bambini autistici migliorava notevolmente.
Body Odors Promote Automatic Imitation in Autism
Biological Psychiatry Journal, 2013 Feb 13, pii: S0006-3223(13)00050-4
doi: 10.1016/j.biopsych.2013.01.010
Valentina Parma, Maria Bulgheroni, Roberto Tirindelli, Umberto Castiello
Background
Autism spectrum disorders comprise a range of neurodevelopmental pathologies characterized, among other symptoms, by impaired social interactions. Individuals with this diagnosis are reported to often identify people by repetitively sniffing pieces of clothing or the body odor of family members. Since body odors are known to initiate and mediate many different social behaviors, smelling the body odor of a family member might constitute a sensory-based action promoting social contact. In light of this, we hypothesized that the body odor of a family member would facilitate the appearance of automatic imitation, an essential social skill known to be impaired in autism.
Methods
We recruited 20 autistic and 20 typically developing children. Body odors were collected from the children’s mothers’ axillae. A child observed a model (their mother or a stranger mother) execute (or not) a reach-to-grasp action toward an object. Subsequently, she performed the same action. The object was imbued with the child’s mother’s odor, a stranger mother’s odor, or no odor. The actions were videotaped, and movement time was calculated post hoc via a digitalization technique.
Results
Automatic imitation effects—expressed in terms of total movement time reduction—appear in autistic children only when exposed to objects paired with their own mother’s odor.
Conclusions
The maternal odor, which conveys a social message otherwise neglected, helps autistic children to covertly imitate the actions of others. Our results represent a starting point holding theoretical and practical relevance for the development of new strategies to enhance communication and social behavior among autistic individuals.
Storie Sociali (Sardiniaweb) 23 Febbraio 2013
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domenica 16 dicembre 2012
Special Learning lancia “Social Stories” per iPad.
Queste storie sociali per iPad le propone a 9.99 dollari ciascuna Special Learning. Sono storie illustrate per insegnare come comportarsi in alcune semplici situazioni: Saying Thank You, Saying Good-bye, Asking for Help, Trying When It’s Hard, Saying Hi.
Le storie sociali saranno presto disponibili anche per piattaforme Android.
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sabato 11 settembre 2010
domenica 2 maggio 2010
Gallardo, Maria e la graphic novel per l'autismo
MARIA è una bambina autistica che ha un talento speciale per ricordare i nomi delle persone. Per comunicare meglio con lei il padre Miguel Gallardo (illustratore per «New Yorker» e «Herald Tribune»), disegna le persone che fanno parte della vita di Maria: sono le immagini che compongono questa graphic novel intitolata Maria e io (pubblicata in Italia dall’editore Comma 22). Il libro, con l'apparato narrativo del fumetto, spiega l’autismo agli adulti, attraverso gli occhi di una bambina. Gallardo Blog

Gallardo cuenta el autismo en viñetas (adn.es Cultura & Ocio, 02 de mayo de 2010)


lunedì 12 aprile 2010
La scuola si ferma per le vacanze (Stefania Barbarossa, anno scolastico 2007-08)
Storie sociali (disegnate da Stefania Barbarossa e riadattate per storiesociali.it) utilizzate con un bambino di prima elementare (Anno scolastico 2007-2008). Il bambino non voleva accettare il fatto che le scuole chiudessero per le vacanze estive. La richiesta delle storie venne avanzata dalla madre, la quale non riusciva a farsi capire solo con la spiegazione verbale. Grazie alle storie sociali il bambino ha accettato l'idea della chiusura della scuola e del concetto di vacanza.
Testo e disegni: Stefania Barbarossa.
E-mail: stefale13@alice.it
Testo e disegni: Stefania Barbarossa.
E-mail: stefale13@alice.it
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domenica 11 aprile 2010
Lavare le mani. Storia sociale di Stefania Barbarossa (anno scolastico 2007-08)
Storia sociale (disegnata da Stefania Barbarossa e riadattata per storiesociali.it) utilizzata da con un bambino di seconda elementare con sindrome autistica (Anno scolastico 2007-2008). La storia sociale nasceva dall'esigenza di guidare il bambino verso particolari comportamenti da adottare, dal non dilungarsi in bagno oltre il necessario al far buon uso dello scottex per evitare gli sprechi. L'insegnamento ha sortito gli effetti sperati: nel giro di poco tempo il bambino ha interiorizzato le indicazioni comportamentali.
Testo e disegni: Stefania Barbarossa. E-mail: stefale13@alice.it





Testo e disegni: Stefania Barbarossa. E-mail: stefale13@alice.it





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domenica 4 aprile 2010
Ridurre il comportamento problema dei bambini con autismo utilizzando le storie sociali (D. Scattone, S.M. Wilczynski, R.P. Edwards, B. Rabian)
Comportamenti problema e alleanze psicoeducative, articolo 49: "Ridurre il comportamento problema dei bambini con autismo utilizzando le storie sociali" [file Pdf] di D. Scattone, S.M. Wilczynski, R.P. Edwards, B. Rabian), pubblicato in: Autismo e disturbi dello sviluppo (vol. 1, numero 3, ottobre 2003, pp. 401-417).
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lunedì 29 marzo 2010
Drama Therapy for Autism (Lisa Jo Rudy)
Drama Therapy for Autism. By Lisa Jo Rudy - About.com Guide - Updated: October 29, 2007. About.com Health's Disease and Condition content is reviewed by the Medical Review Board
People with autism are often verbal, but lack the skills to speak and interact socially. Sometimes, language skills are echolalic - that is, people with autism repeat others' words verbatim. Some parents have noted that their children with autism can actually recite big chunks of dialogue from TV shows and movies, with precisely the same accent and intonation as the original.
Drama therapy offers the opportunity for verbal individuals with autism to build on their imitative strengths by actually learning, practicing and perfecting "lines" in a fun, supportive setting. It also allows participants to work on social improvisation, practice social skills learned in other settings, work on reading and using body language, and develop speaking skills. Even better, it offers participants the opportunity to actually become actors, star in a show, build confidence, and earn sincere applause.
Cincy Schneider is a pioneer in the field of drama therapy for people with autism, and author of the book Acting Antics: A Theatrical Approach to Teaching Social Understanding to Kids and Teens with Asperger Syndrome. Her classes in theater and movement are offered to kids and adults of all ages, and with a fairly wide range of diagnoses (high functioning autism, Asperger syndrome, PDD-NOS, Non-Verbal Learning Disorder, ADHD, etc.) According to Cindy, participants may gain:
* self-confidence not only in performing, but in interactions
* improved self-esteem; pride in their accomplishments
* improved recognition of emotions in others
* improved identification and labeling of own emotions
* new leisure time activity in a group where they can be successful
* new awareness of volume levels and beginning modulation of level
* new skills for functioning as part of a group
* new skills for following directions
* improved ability to interact with peers
* increased self-confidence through success
It's not easy to find a drama therapist specializing in autism, since the field is so new. At present, there are only a few formal drama therapy groups serving individuals with autism.
The good news, though, is that typical drama instructors have a great deal of what it takes to work with children on the autism spectrum. Many of the games, improv activities and exercises that work for typical theater students can be easily modified for learners on the autism spectrum.
Resources:
Schneider, Cindy. Acting Antics. London: Jessica Kingsley Publishing. C 2007
Interview with Cindy Schneider, May 2007.
People with autism are often verbal, but lack the skills to speak and interact socially. Sometimes, language skills are echolalic - that is, people with autism repeat others' words verbatim. Some parents have noted that their children with autism can actually recite big chunks of dialogue from TV shows and movies, with precisely the same accent and intonation as the original.
Drama therapy offers the opportunity for verbal individuals with autism to build on their imitative strengths by actually learning, practicing and perfecting "lines" in a fun, supportive setting. It also allows participants to work on social improvisation, practice social skills learned in other settings, work on reading and using body language, and develop speaking skills. Even better, it offers participants the opportunity to actually become actors, star in a show, build confidence, and earn sincere applause.
Cincy Schneider is a pioneer in the field of drama therapy for people with autism, and author of the book Acting Antics: A Theatrical Approach to Teaching Social Understanding to Kids and Teens with Asperger Syndrome. Her classes in theater and movement are offered to kids and adults of all ages, and with a fairly wide range of diagnoses (high functioning autism, Asperger syndrome, PDD-NOS, Non-Verbal Learning Disorder, ADHD, etc.) According to Cindy, participants may gain:
* self-confidence not only in performing, but in interactions
* improved self-esteem; pride in their accomplishments
* improved recognition of emotions in others
* improved identification and labeling of own emotions
* new leisure time activity in a group where they can be successful
* new awareness of volume levels and beginning modulation of level
* new skills for functioning as part of a group
* new skills for following directions
* improved ability to interact with peers
* increased self-confidence through success
It's not easy to find a drama therapist specializing in autism, since the field is so new. At present, there are only a few formal drama therapy groups serving individuals with autism.
The good news, though, is that typical drama instructors have a great deal of what it takes to work with children on the autism spectrum. Many of the games, improv activities and exercises that work for typical theater students can be easily modified for learners on the autism spectrum.
Resources:
Schneider, Cindy. Acting Antics. London: Jessica Kingsley Publishing. C 2007
Interview with Cindy Schneider, May 2007.
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venerdì 26 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
Le Storie Animate per l'Autismo (A. Ayala)
Le Storie Animate per l'Autismo, di Antonia Ayala (Division TEACCH University of North Carolina)
Descrizione breve
Vorrei presentare un metodo che sto sviluppando nella mia pratica clinica, come psicoterapeuta con bambini con Autismo a diversi livelli di funzionamento cognitivo e linguistico, da 5 a 12 anni. E’ un metodo che si basa sulla visione di storie animate al computer, che cerca di migliorare l’attenzione e la comprensione dell’informazione, e di conseguenza l’apprendimento. Il metodo è pensato per insegnare una gamma di obbiettivi offrendo un’esperienza vissuta in prima persona (la storia) come base per gli apprendimenti. Ci sono diverse fasi di insegnamento che si sovrappongono, in modo da presentare l’informazione nuova in modo graduale usando l’apprendimento precedente come base per quello successivo. Il metodo prevede un lavoro al computer, ma anche momenti di insegnamento con l’adulto “al tavolo” con materiali concreti. Questo materiale potrebbe essere un ausilio importante per la scuola ed i familiari, in quanto didattico ma al tempo stesso gradevole e stimolante, e facile da usare perché appositamente pensato per le caratteristiche della persona con Autismo. E’ possibile individualizzare l’insegnamento in base al livello del funzionamento del bambino.
">[SEGUE...]
Descrizione breve
Vorrei presentare un metodo che sto sviluppando nella mia pratica clinica, come psicoterapeuta con bambini con Autismo a diversi livelli di funzionamento cognitivo e linguistico, da 5 a 12 anni. E’ un metodo che si basa sulla visione di storie animate al computer, che cerca di migliorare l’attenzione e la comprensione dell’informazione, e di conseguenza l’apprendimento. Il metodo è pensato per insegnare una gamma di obbiettivi offrendo un’esperienza vissuta in prima persona (la storia) come base per gli apprendimenti. Ci sono diverse fasi di insegnamento che si sovrappongono, in modo da presentare l’informazione nuova in modo graduale usando l’apprendimento precedente come base per quello successivo. Il metodo prevede un lavoro al computer, ma anche momenti di insegnamento con l’adulto “al tavolo” con materiali concreti. Questo materiale potrebbe essere un ausilio importante per la scuola ed i familiari, in quanto didattico ma al tempo stesso gradevole e stimolante, e facile da usare perché appositamente pensato per le caratteristiche della persona con Autismo. E’ possibile individualizzare l’insegnamento in base al livello del funzionamento del bambino.
">[SEGUE...]
sabato 20 marzo 2010
Storie Sociali di Stefania Piergallini
MATTINO (file Pdf)COLAZIONE (file Pdf)
VESTIRSI (file Pdf)
GELATO (file Pdf)
GIORNO (file Pdf)
PARCO (file Pdf)
GIOCO CON LA PALLA (file Pdf)
Storie Sociali di Stefania Piergallini, dalla sezione Materiale Utile del blog "Autismo, che fare? Incazzarsi!"
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storie sociali
domenica 14 marzo 2010
Il progetto Storie Sociali Digitali (Sardiniaweb)
Le Storie Sociali nascono come strumento per aiutare bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico ad affrontare il loro mondo sociale, in particolare per imparare ad assumere appropriati comportamento nei rapporti interpersonali. Le storie sociali sono strumenti semplici, basati su informazioni chiare, essenziali e precise, ancorate all'immagine (disegni con didascalie, fumetti, animazioni, video), la cui trama conduce direttamente al comportamento corretto da adottare. Le storie sociali sono utili a genitori, insegnanti, psicologi, terapeuti del linguaggio, assistenti sociali. 
Attualmente nel web le storie sociali in lingua italiana sono quasi completamente assenti. In molti casi genitori e operatori allestiscono le loro storie sociali basandosi su materiali in lingua inglese o adattano altri repertori iconografici o creano artigianalmente disegni, fumetti o video. Il progetto Storie Sociali Digitali intende colmare questa carenza con la creazione di video (con suoni e voci narranti) a partire da disegni e animazioni digitali: naturale prosecuzione dei progetti Alpaca® e ScienzaFumetti®.

Per approfondire:
- Le storie sociali: cosa sono? (Paola Romitell)
- Social Stories ed il Profilo Cognitivo nella Sindrome di Asperger (Arturo Mona)
- Insegnare le abilità sociali (Kent Moreno)
- Le Storie Animate per Autismo [file Doc] Antonia Ayala
- L'educatore a contatto con l'autismo nella prima infanzia
[I disegni del progetto Storie Sociali Digitali riportati in questo post sono di Fabrizio Pani]
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